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Lui & Lei

Il grande ritorno 2, con tante prime volte


di Membro VIP di Annunci69.it belinone
06.01.2026    |    461    |    1 8.0
"Pietro su scosso da un orgasmo da troppo trattenuto, si dovette appoggiare alla rubinetteria per non crollare..."
“Vecchio, è quasi pronta la ricciola?”
“Belin, devo ancora venire a prendervi, datemi tregua”
“dai, ti stiamo aspettando, Claudia e Cristian a che ora arrivano?”
“siamo d’accordo per le 19e30, ora esco e vengo a prendervi”
“bravo, non vediamo l’ora”

Erano rimasti d’accordo che prima che i ragazzi tornassero alla loro città di adozione Pietro gli avrebbe preparato una ricciola pescata da lui e congelata, invitando anche Claudia col nuovo compagno. Claudia li aveva già conosciuti col vecchio fidanzato ed era stata la donna con cui Valeria aveva scoperto la parte bisex, adesso aveva una gran voglia di rivederla e magari…

Entrarono in casa giusto in tempo per sentire suonare il citofono, Claudia e Cristian erano puntualissimi.
Appena dentro Claudia gettò le braccia verso Valeria per un abbraccio che le ragazze non si davano da più di otto anni, poi fu il turno di Maurizio e il solito bacino a Pietro, finché Cristian venne presentato alla coppia per lui sconosciuta.
Pietro notò subito come il ragazzo stava guardando Valeria che si era messa in gran tiro con una minigonna e un tacco che ne esaltavano gambe e sedere.
Anche Claudia era vestita in maniera sensuale, però a risaltare era quel seno fantastico che a malapena era contenuto da una camicetta giallo tenue. Gonna per lei più lunga e rigorose scarpe basse visto che aveva sempre detestato indossare tacchi.
Maurizio non si fece scappare una battuta: “te lo sei preso figo stavolta, Cristian metterebbe a rischio l’eterosessualità di chiunque”
Il nuovo arrivato della compagnia rispose sorridendo che era la sua eterosessualità a non essere a rischio, inguaribilmente malato per le donne.
Pietro disse loro di accomodarsi che a breve avrebbe finito di preparare la cena e chiese a Claudia che già conosceva il posto di fare gli onori di casa, aprendo una bottiglia di bollicine e due stuzzichini già pronti.
La cena fu cordiale, tutti mangiavano sorridendo alle battute di Maurizio, la più cattivella come al solito verso Pietro al quale disse che il pesce era ottimo, si vede che conosce una gran pescheria.
Pietro aveva un lato permaloso ed era quello sulle sue capacità di pescatore, disse che la volta successiva lui sarebbe stato invitato solo per il caffè.
A fine cena fu Valeria a voler rompere il ghiaccio e chiese a Cristian cosa si aspettava da questa serata, il ragazzo rispose che gli sembrava strano essere a cena con tutte persone che avevano fatto sesso con la sua fidanzata e che non era geloso del suo passato, ma non era nelle sue corde fare le cose che Claudia gli aveva raccontato con dovizia di particolari.
Valeria si spinse vero il “suo” vecchio e lo baciò passionalmente guardando Cristian, poi gli disse: “quindi se Claudia facesse questo non saresti contento” Lui rispose che no, non sarebbe contento, ma al contempo sapeva che Claudia non lo avrebbe mai fatto senza consenso. Disse che sapeva benissimo che lei e Pietro andavano anche a cena da soli, ma si fidava e quindi sapeva che quella sera non sarebbe successo nulla.
Poi si affrettò ad aggiungere, prima che calasse il gelo da delusione: “intendiamoci, voi stasera fate quello che volete, al massimo io e Claudia vi ammiriamo”
Fu Maurizio a rispondergli dicendo che era giusto così, loro due da quando erano andati via da Genova avevano deciso di chiudere la coppia e l’hanno riaperta solo perché Valeria non può stare senza il suo vecchietto. E magari anche per un po’ di figa, aggiunse girandosi ridendo verso Claudia che arrossì.
Fu, come quasi sempre, Valeria che ruppe gli indugi prendendo la mano di Pietro invitandolo ad alzarsi. Lo prese e lo portò verso la camera dicendo agli altri: “voi fate pure salotto, io devo fare due chiacchiere col vecchio” Passando dietro a Cristian si avvicinò all’orecchio e disse: mi sa che tra poco ci raggiungerete” Cristian diventò rosso fuoco, Claudia guardò verso Pietro con quel suo sguardo unico, pieno di promesse sensuali.
Entrarono in camera e sentirono le voci dal salotto, ogni tanto una risata e Pietro pensò che Maurizio stava sparando cazzate a raffica.
Valeria aveva voglia e si sentiva, baciò l’uomo con un bacio lussurioso, le lingue si intrecciarono e cominciarono i giochi con le mani a denudare vicendevolmente i corpi. Scese baciando i capezzoli di Pietro, scese ancora e tirò fuori dalle mutande il belino già in tiro, ci si avventò sopra con le labbra e lo spinse fino in gola. Poi si ritrasse e finirono di denudarsi per lanciarsi in un 69 in cui la lingua non risparmiò nessun buco. Pietro dovette ricorrere a tutta la sua esperienza quando la ragazza decise di fargli un rimming da urlo, contraccambiò ricordando che adesso Valeria era pronta per prenderlo anche dietro, cosa che lo eccitava tantissimo.
Erano una sopra l’altro in preda a una libidine selvaggia e non si accorsero che sulla porta c’erano i tre “salottieri” intenti ad ammirarli.
Valeria era scatenata, cavalcava Pietro come poche volte lo aveva fatto, l’uomo metteva le mani ovunque, quando vide che lei cominciava a toccarsi il grilletto andò con una mano dietro le natiche e con decisione infilò un dito nel buchino dietro.
Valeria ebbe un sussulto, si abbassò per stringersi all’uomo e gli urlò nell’orecchio il suo orgasmo, accasciandosi sul suo petto.
Fu Maurizio a risvegliarli: “quando dico che vi amate mica scherzo” I due si scossero e partì una risata generale.
Valeria invitò il suo ragazzo a salire sul letto perché c’era una cosa nuova da provare e Maurizio in un baleno fu nudo col cazzo in bocca alla sua donna che intanto aveva ripreso a cavalcare Pietro.
Fu Pietro a dire ai due sulla porta di portarsi le sedie dal salotto e accomodarsi, oppure se volevano potevano sedersi ai margini del letto, ma senza garanzie che qualcuno avrebbe allungato le mani.
Cristian tornò subito con due sedie e lui e Claudia si misero comodi, vicino al fondo del letto.
I tre continuarono nel loro lussurioso gioco, Valeria era scesa da sopra Pietro e adesso aveva i due uccelli in bocca, poi si mise a pecorina e invitò Maurizio a metterglielo dietro mentre l’altro continuava a farselo succhiare.
Maurizio non entrò deciso, spinse piano, si aiutò con della saliva e poi piano piano fu dentro alle viscere della propria compagna la quale cominciò ad ansimare sempre più forte, succhiava e ansimava, finché si staccò, mise Pietro sotto lo cavalcò e invitò Maurizio a prendersi il secondo buco. Era la sua prima doppia, baciava Pietro con lascivia, Maurizio la insultava e le schiaffeggiava le natiche, Pietro le torturava le tettine stringendole forte, la prendeva sul collo come a strangolarla e Valeria ansimava sempre meno e ora cominciava a urlare, fino al punto che l’uomo sentì il pisello prigioniero, lei stava per venire e stringeva i muscoli vaginali come non le era mai accaduto, poi con un urlo liberatorio venne rilasciando del liquido, la ragazza che non squirtava lo aveva fatto!
Maurizio si staccò da dietro, baciò Valeria e le chiese se ora si sentiva completa, la ragazza rispose di si, ora aveva soddisfatto l’unica cosa che mancava, ma non aveva finito. Si sdraiò con accanto i due uomini e si ricordarono a quel punto di avere un pubblico. Come al solito fu Valeria a rompere il ghiaccio: Allora? Siete eccitati? Volete unirvi?”
Claudia aveva quella faccia che Pietro conosceva benissimo, quella faccia che promette libidine totale, ma c’era Cristian da coinvolgere e non sembrava molto dell’idea, ma probabilmente si accorse di essere troppo rigido per la situazione e non voleva interrompere il gioco, così se ne usci con: “Amore, gli facciamo vedere qualcosa? Magari continuano più eccitati”
Claudia lo guardò come si guarderebbe un alieno, Cristian, il suo Cristian, la stava provocando?
Non lo fece neanche riflettere, gli sbottonò i jeans e ne uscì fuori un uccello da pornostar, lungo e, soprattutto, grosso con una cappella imponente.
Maurizio non si trattenne: “oh, se ti faccio incazzare mettimelo in culo che se me lo dai in testa mi ammazzi”
Altra risata generale, poi Pietro guardò Valeria. La ragazza era incantata ad ammirare tanta roba mentre Claudia aveva già cominciato un gioco di lingua e labbra al suo uomo. Valeria non ce la fece, si avvicinò e guardando negli occhi Cristian con uno sguardo da grande troia disse se poteva aiutare Claudia.
L’uomo guardò la propria donna che annuiva implorante e fu così che le due ragazze si misero a contendersi l’uccello imperioso a turno nelle loro bocche. Fu Claudia che guardando Cristian avvicinò la bocca a Valeria e la baciò con una passionalità estrema. L’uomo non fece una piega, ma la fece quando Pietro si avvicinò e mise una mano sulle tettone di Claudia. Chiese se fosse possibile evitare, non era pronto a condividerla. L’uomo si ritirò subito, le ragazze continuavano il pompino, ormai Cristian era praticamente nudo, Valeria si mise in piedi davanti a lui e cominciò a strusciarsi con le natiche sul volto di Claudia e sul pisello dell’uomo.
Fu a quel punto che Cristian le fermò dicendo: ”qua tutti abbiamo delle curiosità, lei sa qual è la mia, ora può soddisfarla”
Lei capì subito, prese la mano di Valeria, invitò tutti a scendere dal letto e inginocchiate una di fronte all’altra cominciò a baciarla, a toccarle il seno, abbassando le mani verso la figa oppure dietro sulla schiena. Valeria contraccambiava, baciava l’amica, ma scese quasi subito a ciucciare quelle tettone, le strizzava, le baciava, slinguettava i grossi capezzoli. Si sdraiarono baciandosi, le lingue sempre frenetiche a cercare ora la bocca dell’altra ora le tette, finché Valeria scese sotto l’ombelico, Claudia si mise in posizione supina, Valeria le si fiondò sopra e tuffò la testa laggiù, dove il triangolino non aspettava altro. Nel far questo scavalcò da sopra Claudia la quale appena ebbe i due buchini a tiro mise immediatamente la lingua dapprima per stuzzicare entrambi e poi leccandoli e succhiandoli come se fosse l’ultima volta che avrebbe potuto farlo.
Le due donne erano uno spettacolo, persino Maurizio a cui non manca mai la battuta era impietrito dall’eccitazione, Cristian ogni tanto si toccava e Pietro era in tiro come da tempo non gli accadeva.
Le due ragazze continuavano, si rovesciarono nel 69, poi si misero con le gambe incrociate tra loro per far toccare le due fessure mentre gli ansimi e i baci erano sempre più intensi.
Valeria allungò una mano sotto, cominciò a penetrare la figa con due dita, poi ne mise tre sempre baciando Claudia ora sul collo,ora sulle tette e ora in bocca. La ragazza era al massimo dell’eccitazione, gli ansimi erano sempre più forti, il bacino si muoveva in sincrono con le dita e poi guardando dritto verso il suo uomo venne sussurrando il suo orgasmo a Valeria che lentamente rallentò il gioco di dita fino a farlo diventare una dolce carezza, le piaceva da matti quella ragazza e lo sapeva, averla fatta godere era il suo godimento.
Fu un segnale non scritto, entrambe si avvicinarono a Cristian e ripresero quel pompino a due bocche interrotto prima, gli altri due si portarono dietro alle ragazze,lo spettacolo dei due culi a quattro zampe mentre leccavano e baciavano il pisello era imperdibile, entrambi cominciarono a toccare Valeria dietro, Pietro guardava Cristian in cerca di un segno di assenso per poter toccare anche l’altro culo e quel segno non arrivava.
Le ragazze aumentarono l’intensità del pompino aiutandosi con le mani, una lo smanettava e l’altra carezzava lasciva da dietro, si poteva immaginare che giocasse col buchino. Non passò ancora molto tempo che l’uomo venne inondando la gola della sua donna con Valeria che continuava a massaggiarlo e a mangiarselo con gli occhi.
Claudia si girò verso di lei e facendole vedere un pochino di sperma la baciò, Valeria era ghiotta e non si fece scappare l’occasione, le lingue si intrecciavano e il biancore del seme era sempre meno, segno che un po’ alla volta lo stavano degustando.
Cristian si riprese quasi subito, ora che l’eccitazione era scesa si sentiva in imbarazzo, non era nelle sue fantasie fare sesso davanti ad altre persone. Disse solo “scusate” e Pietro rispose: “di cosa?” “del fatto che io e anche Claudia abbiamo goduto di Valeria, ma non sono ancora pronto per altro, ero in sincero imbarazzo con le due ragazze solo per me” Maurizio non perse l’occasione: “beh, a me sembravi eccitatissimo più che imbarazzato, a un certo punto da quanto era grosso e in tiro ho avuto paura per la mandibola di Valeria” e sorrise. Anche Cristtian sorrise, poi fu Valeria a stemperare partendo con una filippica su quanto sia difficile accettare certi meccanismi, il sesso è sempre un tabù e bla bla bla quando fu fermata da Pietro che le chiese se per caso voleva iscriversi a Filosofia. Altri sorrisi, mentre i due erano già praticamente rivestiti.
Cristian disse a Valeria che era stata una serata che gli aveva insegnato molto, ma che ora avrebbe dovuto andare a casa perché la sveglia era sul presto.
Si salutarono come vecchi amici, Claudia raccomandò a Valeria e Maurizio di non sparire di nuovo, magari ci sarebbero state altre occasioni. Loro risposero che ormai non avevano bisogno di eclissarsi, che le prossime ferie sarebbero state insieme, se voluto.
Pietro accompagnò i due alla porta e disse a Cristian: noi ci rivedremo presto, ma stai tranquillo che quello che è successo stasera non esce da questa porta, continueremo a berci qualche birra e quando Claudia avrà bisogno di un vecchietto per qualche consiglio sarà tutto come prima”
Cristian annuì, poi Pietro diede un bacino a Claudia e chiuse la porta.
Tornò verso la camera e vide solo Maurizio, Valeria era in bagno e si sentiva scorrere l’acqua. Andò a vedere e stava riempiendo la vasca, li sentì arrivare e disse: “com’era la cosa che casa mia è casa vostra?” Pietro rispose che non c’erano problemi e Valeria gli fece capire che la serata non era finita entrando in vasca e invitandolo a fare altrettanto. Fu una mezza comica, l’uomo era alto, ma con un piccolo sforzo riuscì a entrare anch’egli. Maurizio fece un paio delle sue battute, poi come se fosse d’accordo con Valeria disse che li avrebbe lasciati soli e sarebbe tornato su loro richiesta.
Appena fuori Valeria cominciò a stuzzicare l’uomo con i piedi verso la sua faccia mentre con una mano lo stava masturbando sotto la schiuma. L’uomo non era un feticista dei piedi, ma trovandosi quei deliziosi piedini sul volto non poté fare a meno di cominciare a baciarli e massaggiarli trovando la cosa oltremodo eccitante, soprattutto perché le mani di Valeria erano sul suo pisello e gli stavano massaggiando il sacchettino. Si sporse in avanti per baciarla, lei si ritrasse e gli disse con un tono perentorio: “da questo momento comincia un’altra serata e mi vedrai sotto un’altra luce, hai capito schiavo?!” “leccami i piedi” “Succhiami le dita per bene”
Pietro rimase un attimo perplesso, dov’era finita la sua Valeria tanto porca quanto dolce?
Però era eccitato da quel gioco, prese un piede e cominciò a baciarlo dal tallone, arrivò piano alle dita e una alla volta le succhiò, dapprima un po’ titubante, poi con sempre maggiore voluttà, il tutto seguendo gli ordini di Valeria che ora non lo stava più masturbando, ma si stava toccando senza ritegno.
L’uomo era di nuovo ad un livello di eccitazione uguale a quello che aveva mentre guardava le due ragazze nel gioco lesbo, leccava quei piedini come se fosse una cosa che aveva sempre desiderato, saliva lungo le gambe, ma non poteva andare oltre per via degli ordini di Valeria che lo frenavano.
Valeria continuava a toccarsi, disse all’uomo di continuare, di succhiare le dita, di leccarle in mezzo e nel mentre la sua eccitazione saliva, sentiva arrivare l’onda dell’orgasmo e spingendo forte un piede sulla faccia del suo vecchio si lasciò trasportare nel godimento totale, appagante.
“per te non è finita schiavo, ora comincio a divertirmi” Nel dire questo si tirò seduta sul bordo della vasca, dicendo all’uomo di mettersi a quattrozampe e venire a leccarla.
Pietro era sconvolto, di solito Valeria dopo un orgasmo diventava dolcissima, stavolta sembrava una bestia in calore. Eseguì l’ordine, si mise carponi e la ragazza gli ordinò di andare a leccarla.
Pietro in un attimo si tuffo tra le cosce, cominciò a leccarla come forse mai aveva fatto, le succhiava il grilletto, leccava le labbra, con le mani andava a cercare i capezzoli. Lei lo lasciò fare fino al punto in cui esclamò: “ci siamo schiavo, ora sarai in mio possesso” e in quel momento un fiotto caldo arrivò dritto sulla faccia dell’uomo che istintivamente arretrò. Lei con ancora più cattiveria gli disse di non permettersi, di attaccarsi e succhiare il grilletto cosa che l’uomo fece. L’odore non era forte, il sapore sulle labbra però era sgradevole, ma non al punto di fermarlo, lui ormai ipnotizzato da Valeria eseguiva gli ordini. Arrivò l’ordine finale: “apri quella cazzo di bocca e bevi il mio piscio, schiavo!” Il fiotto giallastro gli arrivò in bocca, Pietro lo lasciò uscire quasi tutto, ma una parte arrivò alla gola e in quel momento si sentì davvero l’umile schiavo della sua padrona, non sapeva più se la cosa lo eccitava o no, ma il suo pisello era in tiro e ormai prossimo alla resa finale.
Valeria gli ordinò di pulire tutto, voleva avere la figa lustra, lui remissivo ci diede dentro di lingua fino a quando l’odore e il sapore furono quelli dolcissimi della “sua” pivellina.
Valeria si alzò e chiese al suo vecchio se gli era piaciuto, lui rispose che glielo avrebbe detto con calma, era difficile ragionare col pisello gonfio. Fu così che Valeria lo invitò ad alzarsi, lei si rimise seduta nella vasca e cominciò un pompino come quelli che piacciono a Pietro, dolce e deciso con le mani che andavano a solleticare il buchino e il sacchetto. In quel momento arrivò anche Maurizio che non visto dall’uomo aveva seguito tutta la scena dalla porta socchiusa, si avvicinò a Valeria mettendole il pisello vicino alla bocca. La ragazza non lo degnò di uno sguardo, continuava il suo lavoro e ci volle davvero poco per sentire arrivare la cremina calda in gola. Pietro su scosso da un orgasmo da troppo trattenuto, si dovette appoggiare alla rubinetteria per non crollare. Fu in quel momento che Maurizio lasciò andare un fiotto giallognolo sulla faccia di Valeria che lo guardava estasiata, ora era lei che prendeva in faccia la pipì del suo uomo e che apriva e chiudeva la bocca per bere qualche sorso. Pietro era paralizzato, non avrebbe mai pensato di essere protagonista di una scena simile, ma nonostante l’orgasmo appena smaltito quella scena lo eccitava ancora.
Appena Maurizio esaurì la pisciata Valeria aprì il rubinetto e cominciò a risciacquarsi cominciando dal viso. Quando ebbe finito sciacquò anche Pietro, stava tornando quella dolce monellina di sempre.
Pietro disse che era molto tardi e che adesso era l’ora di riaccompagnarli a casa, ma Valeria gli rispose “casa tua è casa nostra, giusto? Lo hai visto lo zainetto? Noi dormiamo qua da te, così domani facciamo colazione insieme e magari ti do il mio arrivederci alle prossime ferie.
Aiutarono l’uomo a fare il letto con lenzuola pulite, poi quando Pietro andò verso la cameretta per lasciare il lettone ai ragazzi Maurizio gli disse che avrebbe dormito lui nel lettino, Valeria voleva accoccolarsi al suo vecchio e dormire abbracciata a lui.
Valeria diede un bacio a Maurizio e prima che l’uomo potesse dire qualcosa era già nel letto pronta ad accoglierlo. Fu così che Pietro si coricò con la sua pivellina che lo abbracciava da dietro mentre pensava a tutte le prime volte di quella serata: il primo approccio di Cristian alla promiscuità, la prima doppia penetrazione di Valeria, il suo primo pissing e quel pensiero gli diede turbamento, ma il respiro regolare di Valeria sul suo collo lo rasserenò, prese sonno sereno...

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